Negli ultimi anni, il Destination Management si è riempito di temi: sostenibilità, governance, impatti, esperienze, residenti. Tutto certamente corretto e necessario, ma dentro questa evoluzione c’è un problema che raramente viene affrontato: abbiamo smesso di parlare di domanda. E la domanda non può essere ridotta a una questione teorica, perché è il punto di partenza di tutto: una destinazione esiste solo se qualcuno decide di andarci.
Eppure oggi, nelle strategie, la domanda resta spesso implicita, mai realmente definita. Così, mentre cambiamo linguaggi e priorità, perdiamo di vista la cosa più semplice e più importante: chi vogliamo attrarre, perché dovrebbe scegliere noi e quale valore deve generare.
Per anni il turismo è stato gestito con la logica dell’attrarre (più turisti, più crescita, più valore), arrivando poi ai suoi “effetti collaterali”: saturazione, pressione sui territori, squilibri.
Il sistema ha quindi reagito introducendo la logica della gestione (flussi, limiti, impatti, residenti): sicuramente un passaggio corretto ma incompleto, perché nel mezzo abbiamo smesso di presidiare la variabile più importante, la domanda. E quando non governi la domanda, sei costretto a gestirne gli effetti
Oggi nelle strategie di destinazione troviamo sostenibilità, governance, impatti, partecipazione. Ma manca una risposta chiara a una domanda fondamentale: quale domanda vogliamo attivare?
Non si tratta di un dettaglio trascurabile, è la base della strategia, perché se non decidi chi attrarre, quanto attrarre, con quale valore e con quale distribuzione, non stai guidando il turismo, lo stai subendo.
Il turismo che sta emergendo rende questo tema ancora più urgente:
- La competizione si polarizza: poche destinazioni con forte capacità attrattiva e molte che faticano a emergere.
- Il turismo diventa più segmentato, meno generalista, con un turista più esigente e selettivo.
- Il clima ridisegna stagionalità e geografie.
- Cresce il peso degli algoritmi: la visibilità sarà sempre più determinata da terzi e la competizione si sposterà dai territori ai sistemi di raccomandazione
- il marketing smette di inseguire visibilità e seleziona i target
- il prodotto costruisce una proposta di valore coerente
- l’offerta si allinea
- la gestione orienta flussi e comportamenti
- la governance decide limiti e priorità